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Alessandro Florenzi annuncia il ritiro dal calcio giocato a 34 anni

A 34 anni Alessandro Florenzi annuncia il ritiro: l’ex azzurro lascia dopo l’esperienza al Milan.

Alessandro Florenzi saluta il calcio giocato. A 34 anni, dopo una carriera costellata di momenti indimenticabili e segnata nell’ultimo anno da un grave infortunio, l’ex esterno di Roma, Milan e della Nazionale italiana ha annunciato il ritiro.

Cresciuto nel vivaio giallorosso, debutta in Serie A nel maggio 2011 entrando al posto di Francesco Totti in una gara contro la Sampdoria: un esordio da sogno per ogni tifoso romanista. Dopo un prestito al Crotone, torna alla Roma con Zdeněk Zeman, che lo lancia come mezzala nel suo centrocampo. Il primo gol in Serie A arriva a San Siro contro l’Inter, preludio a una carriera che lo vedrà realizzare 44 reti complessive tra club e Nazionale. Indimenticabile il gol al Cagliari nel 2014, reso celebre dall’esultanza con l’abbraccio alla nonna sugli spalti.

In dieci anni in giallorosso conquista la fascia di capitano e la maglia della Nazionale, con cui colleziona 49 presenze e vince l’Europeo 2020. Successivamente indossa le maglie di Valencia e Paris Saint-Germain, prima di approdare al Milan, dove sotto la guida di Stefano Pioli diventa terzino destro e conquista lo scudetto e la Supercoppa Italiana.

Il grave infortunio accusato nell’estate 2024 lo tiene fermo per quasi un’intera stagione. Torna in campo soltanto il 24 maggio 2025 contro il Monza, nell’ultima gara di campionato. Alla scadenza del contratto con i rossoneri decide di dire basta, affidando ai social un messaggio di amore verso il calcio, compagno di una vita.

Una carriera di alto livello, fatta di cuore, leadership e momenti che resteranno scolpiti nella memoria dei tifosi italiani.

“Grazie di tutto, amico mio ⚽️❤️. Mi hai insegnato ad amare tutti i tifosi, dal primo all’ultimo senza eccezione. Ognuno di voi mi ha spinto a migliorare e ognuno di voi mi ha aiutato a risollevarmi dalle cadute che fanno parte di questo sport come della vita: vi sono davvero grato. Voglio ringraziare ogni compagno, allenatore, componente dello staff e dirigente, tutti nessuno escluso: giorno dopo giorno il vostro supporto e la vostra professionalità mi hanno permesso di crescere come uomo e come calciatore. Ringrazio te, Ale, per aver visto qualcosa di speciale in quel piccoletto in mezzo al campo 17 anni fa. Tu e la famiglia della WSA siete stati, siete e sarete sempre una parte essenziale della mia vita, non solo calcistica. Voglio ringraziare infine tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo lungo viaggio, in particolare tutte le persone che lavorano silenziose dietro le quinte: ognuno di voi ha lasciato un segno dentro di me. Senza di voi non sarei la persona che sono oggi. Grazie ancora, amico mio: oggi ci salutiamo ma tu farai sempre parte di me”.

 

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