Il calcio italiano piange la scomparsa di Massimo Quercioli, ex difensore di Arezzo, Varese e Akragas, morto all’età di 67 anni dopo una malattia.
Nato a San Giustino Valdarno il 27 giugno 1958, Quercioli è stato uno dei protagonisti più amati della storia amaranto. Cresciuto nel vivaio dell’Arezzo, esordì in prima squadra nel 1976 e vi rimase per sei stagioni, collezionando 106 presenze tra il 1976 e il 1982. Contribuì alla conquista della Coppa Italia Semiprofessionisti nel 1981 e della storica promozione in Serie B nel 1982, sotto la guida di Antonio Valentin Angelillo, con 22 presenze decisive nel campionato che riportò la squadra tra i cadetti.
Difensore solido, tenace in marcatura ma elegante nello stile, Quercioli rappresentò al meglio il calcio di altri tempi, fatto di dedizione, rispetto e passione. Dopo l’esperienza ad Arezzo, vestì le maglie di Varese, Akragas, Aquila Montevarchi e Nola, chiudendo la carriera mantenendo sempre un profilo di grande correttezza e professionalità.
Durante gli anni in Sicilia, fu protagonista con l’Akragas in Serie C1 tra il 1983 e il 1985, segnando anche una rete in Coppa Italia contro il Canicattì. Negli anni successivi si stabilì in Lombardia, a Gavirate, diventando un punto di riferimento nella comunità locale e nel mondo sportivo varesino.
Nel 2022 aveva partecipato, in splendida forma, alla festa per il quarantennale della promozione in Serie B dell’Arezzo, riabbracciando i vecchi compagni e i tifosi che non lo avevano mai dimenticato.
Lascia la moglie Medi, le figlie Sara e Giulia, con Laura, Nicla, Jessica e i nipotini Edoardo e Thomas. L’ultimo saluto a Massimo Quercioli si terrà sabato 18 ottobre alle ore 14 nella chiesa parrocchiale di Voltorre, a Gavirate, preceduto dal Santo Rosario alle 13.45.