Aiac in pressing sulla FIGC: “Israele va sospeso dalle competizioni internazionali”

L’Aiac scrive a Gravina e alla Figc chiedendo a Uefa e Fifa lo stop temporaneo di Israele.

L’Associazione Italiana Allenatori di Calcio (Aiac) ha inviato una lettera alla Figc, indirizzata al presidente Gabriele Gravina, per chiedere di farsi promotrice presso Uefa e Fifa della sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali.

L’iniziativa è stata deliberata all’unanimità dal consiglio direttivo dell’associazione guidata da Renzo Ulivieri, che ha parlato di “un’azione non solo simbolica, ma necessaria, che risponde a un imperativo morale”. L’appello arriva a poche settimane dalla doppia sfida che vedrà la Nazionale italiana affrontare Israele nelle qualificazioni ai Mondiali.

Secondo l’Aiac, la situazione a Gaza, con gravi conseguenze anche in Cisgiordania e Libano, impone una presa di posizione da parte del mondo del calcio. “I valori di umanità che sostengono quelli dello sport ci impongono di contrastare azioni di sopraffazione dalle conseguenze terribili”, ha dichiarato Ulivieri.

Sulla stessa linea anche i vicepresidenti dell’associazione: Giancarlo Camolese, che ha ricordato le vittime civili e sportive, Vossi, che ha denunciato “un mondo in fiamme e un popolo che soffre”, e Perondi, che ha sottolineato l’impossibilità di restare indifferenti.

Nella lettera si richiamano inoltre il massacro di civili israeliani compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023 e la dura risposta militare di Israele, definita “una rappresaglia genocida che ha causato decine di migliaia di vittime palestinesi”.

L’associazione richiama infine lo Statuto federale della Figc, che all’articolo 2 promuove l’esclusione da ogni forma di violenza e discriminazione, ricordando anche la morte della stella del calcio palestinese Suleiman al-Obeid tra le tante vittime.

“Non è più tempo di moral suasion – scrive l’Aiac – ma di un’azione concreta e proporzionata al dramma in atto. La richiesta di esclusione temporanea di Israele dalle competizioni sportive è legittima e doverosa, perché il dolore del passato non può oscurare coscienza e umanità alcuna”.

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