Le polemiche nate attorno alla partita Italia–Israele continuano a far discutere. Dopo le proteste che hanno preceduto la gara di Udine, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha replicato duramente alle critiche di chi chiedeva di non scendere in campo per motivi politici.
“Avremmo dovuto perdere apposta e rinunciare al Mondiale per mandare Israele, la squadra che non vogliono che partecipi? Sarebbe stata un’idiozia”, ha dichiarato Gravina, sottolineando come un eventuale forfait avrebbe comportato la sconfitta a tavolino e l’esclusione dell’Italia dai playoff di qualificazione ai Mondiali 2026.
Il numero uno del calcio italiano ha parlato anche al termine del Consiglio Federale, ribadendo di non comprendere “le contorsioni di pensiero” lette negli ultimi giorni. Gravina ha poi confermato la possibilità di organizzare uno stage della Nazionale a febbraio, per consentire a Gennaro Gattuso di lavorare più a lungo con il gruppo prima delle decisive sfide di marzo.
“Sul tavolo c’è l’ipotesi di uno stage a Coverciano il 9-10 febbraio, per ridurre il periodo di inattività tra il 26 novembre e il 16 marzo”, ha spiegato Gravina, aggiungendo che da parte del presidente Simonelli ci sarebbe già un’apertura in tal senso.
Mentre fuori dallo stadio Friuli la manifestazione dei contestatori ha paralizzato la città, la FIGC ha scelto di mantenere la propria posizione, ribadendo la neutralità dello sport e l’importanza di non piegare il calcio a logiche estranee al campo di gioco.