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Brescia a rischio Serie C: ecco il piano per evitare la retrocessione

Il club punta a scontare la penalizzazione di 4 punti nel 2025 e prepara la difesa per il 22 maggio

Il Brescia prepara la propria strategia legale nel tentativo di restare in Serie B, nonostante all’orizzonte si profili una penalizzazione di 4 punti per mancati versamenti relativi a Irpef e Inps. Domani, 22 maggio, si aprirà il primo atto ufficiale del procedimento che potrebbe portare al deferimento del club.

La società guidata da Massimo Cellino intende far valere una linea difensiva ben precisa: cercare di ottenere che la sanzione venga applicata nel prossimo campionato, evitando così conseguenze immediate sulla classifica attuale, che potrebbero costare la retrocessione in Serie C.

Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, la difesa punterà su una presunta irregolarità nei tempi della contestazione, che sarebbe arrivata con oltre 90 giorni di ritardo rispetto ai termini previsti. Gli avvocati del club confidano che questo vizio di forma possa far slittare l’applicazione del -4 alla stagione 2025/2026.

Intanto, cresce la preoccupazione anche per gli scenari successivi: qualora non venissero saldate entro il 6 giugno le pendenze economiche, pari a circa 6,7 milioni di euro, tra debiti con l’erario e stipendi, il rischio è doppio. Da un lato la retrocessione in Serie C, dall’altro l’impossibilità di iscriversi persino a quel campionato, con la concreta prospettiva di un crollo fino all’Eccellenza.

Il patron Cellino ha dichiarato di essere vittima di una truffa e si presenterà davanti alla Procura Federale con l’intenzione di far valere le proprie ragioni. Nel frattempo, il club è sempre più convinto che l’intera vicenda sia parte di un disegno volto a favorire la Sampdoria, altra squadra coinvolta nelle dinamiche salvezza.

L’esito del procedimento e la decisione sulla penalizzazione saranno determinanti per il futuro del Brescia Calcio, che resta in bilico tra la permanenza in B e una clamorosa caduta tra i dilettanti.