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Crollo Italia, panchina bollente: ecco i nomi per il dopo Spalletti

Dopo il pesante 3-0 con la Norvegia, Spalletti riflette: in corsa Pioli Ranieri e Mancini.

Il pesante 3-0 subito dall’Italia a Oslo contro la Norvegia ha scatenato nuove incertezze sul futuro di Luciano Spalletti alla guida della Nazionale. La sconfitta, maturata con le reti di Sorloth, Nusa e Haaland, ha complicato il percorso di qualificazione ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti, Canada e Messico, mettendo in discussione il progetto tecnico avviato dopo l’Europeo del 2021.

Per il momento, però, nessun cambiamento immediato. Un incontro decisivo tra Spalletti e il presidente federale Gabriele Gravina è fissato per martedì 10 giugno, all’indomani della sfida contro la Moldavia. Proprio il commissario tecnico ha confermato: «Farò la prossima partita contro la Moldova e poi parlerò con Gravina perché c’è bisogno che ci parli delle intenzioni che ho e delle scelte che faccio».

Nonostante le difficoltà, Spalletti sembra intenzionato a proseguire: «Bisogna andare avanti con questo gruppo. Polemiche poche, se mi sento solo no, ma anche se fossi solo sono il responsabile di questa cosa qui. Quello che mi dà fastidio è quando qualcuno vuole venire in mio soccorso», ha dichiarato al termine della gara.

Nel frattempo, la FIGC valuta già le alternative in caso di separazione. I nomi di Carlo Ancelotti e Massimiliano Allegri sono ormai fuori dalla lista, avendo entrambi già trovato panchina. Secondo Sky Sport, i candidati principali restano Stefano Pioli, Claudio Ranieri e Daniele De Rossi.

Pioli, ex tecnico del Milan ora legato all’Al Nassr in Arabia Saudita, resta il profilo più caldo, anche se vincolato a rimanere in Medio Oriente fino a inizio luglio. Ranieri, fresco di secondo ritiro e con un incarico dirigenziale alla Roma, rappresenterebbe un ritorno di esperienza. Più inaspettata l’ipotesi Roberto Mancini, che avrebbe manifestato il desiderio di tornare dopo il trasferimento in Arabia Saudita, sebbene sia necessario sanare i rapporti con Gravina, incrinatisi al momento dell’addio.

Nel quadro interviene anche il ministro dello Sport Andrea Abodi: «Abbiamo cinque mesi per dimostrare di aver imparato da questa lezione. I norvegesi ci hanno dato una lezione. Nulla è perduto, ma ora servono reazioni forti, anche da parte dei tifosi».

L’umore generale tra pubblico e addetti ai lavori resta però cupo. La possibilità di dover nuovamente affrontare i playoff per centrare la qualificazione mondiale appare concreta, mentre i dubbi sulla tenuta della squadra e sulla guida tecnica si fanno sempre più insistenti.

La situazione si chiarirà dopo la sfida contro la Moldavia, quando il faccia a faccia tra Gravina e Spalletti potrebbe definire il futuro della panchina azzurra. Intanto, i tifosi attendono sviluppi, con la speranza che la Nazionale ritrovi presto risultati e serenità.