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Eccellenza, sviene in campo: cori gli augurano la morte. Lo sfogo del presidente

Durante Ebolitana-Angri cori sulla morte di un giocatore: il presidente Anellucci condanna l’odio e richiama al rispetto.

Ancora odio e inciviltà negli stadi. L’ultimo episodio si è verificato durante Ebolitana-Angri, gara valida per il campionato di Eccellenza – Girone B, disputata allo stadio “Dirceu” di Eboli e terminata 4-1 per la capolista.

Nonostante il divieto di trasferta imposto ai tifosi grigiorossi, dagli spalti si sono levati cori di scherno e incitamenti alla morte verso un calciatore dell’Angri che, colpito da un malore, era svenuto in campo. Un gesto disumano che ha suscitato indignazione nel mondo sportivo.

Con un comunicato diffuso sui canali ufficiali, il presidente dell’Angri Antonio Anellucci ha espresso una condanna durissima: “Quando il rispetto manca, il pallone smette di rotolare.”
Il numero uno grigiorosso ha sottolineato che simili comportamenti “feriscono i valori dello sport e annullano il lavoro di società, allenatori, volontari e genitori che ogni giorno si impegnano per un calcio pulito e inclusivo”.

La società ha inoltre pubblicato un video del momento incriminato come monito contro ogni forma di odio. “Il rispetto – aggiunge Anellucci – non può essere una scelta. È il fondamento stesso del calcio.”

La S.S. Angri 1927 ha infine rinnovato il proprio impegno per un calcio fondato su amicizia, solidarietà e fair play, invitando le istituzioni sportive – FIGC e LND – a intervenire con fermezza per difendere la dignità del gioco più amato.