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I segreti del successo: il percorso che un calciatore deve fare per arrivare nelle massime leghe

Il sogno di ogni calciatore è quello di arrivare in Serie A, è ovvio, ma c’è un lungo percorso da seguire. Non è solo una questione di fortuna, ma anche di dedizione, di tecnica e di scelte. Mentre i calciatori si allenano, i fan si divertono a seguire il calcio anche in digitale tra slot online, fantasy sport e giochi manageriali. Oggi che il calcio è lo sport più famoso in Italia, è chiaro che la pressione e la competizione sono altissime. Arrivare nella massima lega è difficile, ma non impossibile.

Dalla scuola di calcio all’élite: gli step che bisogna superare

Di solito, almeno in Italia, si parte dai settori giovanili della FIGC, ci sono le categorie di base e poi quelle agonistiche. La strada per entrare tra i professionisti è lunga e faticosa. Le società programmano molto bene i match in modo che gli aspiranti talenti possano brillare e anche imparare il più possibile. Chi merita attenzione lo si vede da subito. Per facilitare il passaggio dai vivai al professionismo, la UEFA conferma che vengono monitorati i carichi di lavoro e anche i profili dei giocatori. Una cosa da non sottovalutare è il club di partenza. Non tutti i club formatori sfornano lo stesso numero di professionisti, questo significa che il successo dipende molto anche dall’ambiente in cui si cresce, dagli allenatori che si ha la fortuna di incrociare e dai compagni di squadra.

Cosa può accelerare o frenare la carriera

Senza dubbio, i trasferimenti incidono tantissimo sul percorso dei calciatori. Di solito ci sono dei training rewards che incentivano il giocatore. È ovvio che più i rewards sono allettanti, più il calciatore percepisce che quel club riconosce il suo valore e vuole averlo nella sua rosa. Oggi c’è la FIFA Clearing House che automatizza i calcoli e i pagamenti. Un altro aspetto da considerare è la stabilità contrattuale. Per chi sogna di arrivare in élite, ci sono delle clausole, dei tempi e delle scelte di carriera che vanno ponderate molto bene, possibilmente con dei professionisti. Questo serve per proteggere sia il giocatore sia il club, per evitare contenziosi in futuro che possono compromettere la carriera.

Cosa valutano oggi i club e gli scout

Tecnica applicata alla velocità di gioco: non basta più giocare in modo pulito in campo. Bisogna saper reggere la pressione e leggere in modo impeccabile il gioco. Gli staff misurano tutto, dai passaggi progressivi ai recuperi alti, fino ai dettagli come l’orientamento del corpo e i tempi di smarcamento. Qui, allenarsi ogni giorno può davvero fare la differenza.
Fisico e prevenzione: le società usano i sistemi EPTS standardizzati dalla FIFA per tracciare i carichi, gli sprint, le accelerazioni e lo stress. Questo aiuta a personalizzare il lavoro e a prevenire gli infortuni. Chi gestisce bene il sonno, l’alimentazione e la forza regge meglio il salto d’intensità. Pianificare i picchi e i recuperi, oggi, è parte integrante del curriculum di un calciatore.
Mentalità e alfabetizzazione tattica: le squadre e gli scout cercano dei profili coachables, cioè che hanno attitudine ad apprendere, resilienza e leadership. In partita, questo significa avere la capacità di adattarsi a ruoli e compiti diversi.

Come si fa a capire se un vivaio funziona davvero? Come prima cosa, bisogna controllare quanti ex giocatori che provengono da quel club sono riusciti ad arrivare al calcio professionistico. Poi, bisogna anche vedere quanti minuti giocano questi calciatori che sono riusciti a raggiungere le massime leghe. Hanno ruoli fondamentali e riescono a spiccare o sono marginali? Diciamo che la qualità del percorso aiuta a capire se quel club è valido e ha molto da offrire al calciatore o se, invece, è meglio spostarsi verso lidi migliori.