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Italia, Spalletti saluta: “Ho fallito, ma chi rifiuta l’Italia resti fuori”

Dopo il 2-0 alla Moldova, Spalletti annuncia l’addio e accusa i giocatori che hanno detto no

Luciano Spalletti ha ufficialmente concluso la sua esperienza alla guida della Nazionale italiana. Il tecnico toscano ha ricevuto l’esonero dal presidente federale Gabriele Gravina, e al termine del successo per 2-0 contro la Moldova — che lascia ancora un piccolo spiraglio per insidiare la Norvegia — ha manifestato tutta la propria amarezza per un’avventura conclusa senza i risultati sperati.

In conferenza stampa, Spalletti non ha nascosto il proprio rammarico: “Mi porterò il dispiacere per quello che non ho fatto. Non lascio un grande entusiasmo, lo so bene, perché io non ho fatto la differenza. Per certi versi è giusto che vada a casa, ma non mi sono dimesso, perché ero convinto di poter fare meglio”.

Il CT ha aggiunto parole di rispetto per la Federazione, assumendosi ogni responsabilità: “Auguro il meglio alla Federazione e all’Italia. Io non ho dato una grande mano e non sono stato bravo a sopperire in certe situazioni. Forse non ci sarebbe riuscito nessun altro, ma questa volta ho fatto male il mio lavoro. Altre volte no, ma questa volta sì. E la Nazionale non l’ho migliorata”.

Uno dei temi più delicati toccati da Spalletti riguarda il rapporto con Francesco Acerbi, difensore dell’Inter, che aveva deciso di non rispondere all’ultima convocazione. Il CT ha spiegato i retroscena di quella rottura: “Quando gli ho telefonato, gli ho chiesto scusa per non averlo convocato prima. Lui mi ha detto ‘Mister, se dice così, è tutto a posto’, ma poi non ha risposto alla convocazione”. Una delusione profonda, considerando l’emergenza in difesa e il rendimento elevato del giocatore nel finale di stagione.

Il tecnico ha motivato la scelta iniziale di non convocarlo con l’intento di valorizzare giovani come Calafiori, Buongiorno e Leoni: “Ho detto ‘quanti anni ha’, proprio pensando al prossimo Mondiale. Ma Acerbi era stato il migliore di tutti. Il suo rifiuto mi ha spiazzato”.

Spalletti ha poi chiarito altri casi di assenze significative: “Ho telefonato a Chiesa, ma non ha mai giocato. Zaccagni stava male e mi ha chiesto di restare a casa. Zaniolo non gioca più”.

Infine, un messaggio forte alla FIGC: “Chi rifiuta la Nazionale non dovrebbe tornare più. Quando si è chiamati a rappresentare l’Italia, bisogna rispondere sempre, senza pensare al proprio tornaconto personale”.