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Lutto nel calcio calabrese: Gaetano Ruffo muore a 17 anni sulla statale 106

Il giovane portiere della Rossanese è deceduto dopo un incidente sulla Statale 106: aveva 17 anni

Una nuova tragedia stradale colpisce la comunità di Corigliano Rossano, dove sabato 28 giugno ha perso la vita Gaetano Ruffo, 17enne del luogo, in un incidente avvenuto lungo la statale 106, nei pressi di contrada Toscano.

Il ragazzo, molto conosciuto in città, lavorava all’Acquapark durante la stagione estiva e, secondo le prime ricostruzioni, stava rientrando a casa dopo il turno di lavoro. L’impatto è stato fatale. La sua famiglia, residente in contrada Piragineti, è molto stimata in ambito cittadino, e la notizia si è rapidamente diffusa tra amici, conoscenti e coetanei, generando un’ondata di sgomento.

Sull’episodio è stata aperta un’inchiesta dalla magistratura competente per fare piena luce sulla dinamica. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D’Alessio.

Profondo il cordoglio espresso da amici, compagni di scuola e dal mondo sportivo. Dal Polo liceale rossanese, frequentato da Gaetano, è arrivato un messaggio toccante: “Un tragico incidente ci ha portato via Gaetano Ruffo, un nostro alunno, un compagno, un amico. Un ragazzo solare, pieno di vita, con un sorriso che sapeva illuminare anche le giornate più grigie. In questo momento di grande dolore, tutta la comunità scolastica si stringe attorno alla sua famiglia, agli amici e a chi gli ha voluto bene. Ciao Gaetano, continuerai a vivere nei nostri ricordi e nei nostri cuori”.

Anche l’Asd Rossanese, squadra in cui il giovane militava come portiere, ha voluto ricordarlo pubblicamente: “Un maledetto giorno, uno di quelli che difficilmente si può cancellare. Ciao Gaetanino, così ti abbiamo sempre chiamato quando indossavi i colori rossoblù. Oggi il cielo ha un angelo in più. Difendevi la porta come difendevi i tuoi sogni, con coraggio, passione e dedizione. Ora vola più in alto, dove nessun gol potrà mai raggiungerti. Ci mancherai immensamente”.

Parole di dolore ma anche di denuncia sono arrivate da Fabio Pugliese, presidente dell’associazione “Basta vittime sulla 106”, che ha dichiarato: “Non può esserci solo il dolore. Serve anche la rabbia. Perché Gaetano non è morto per caso. È morto in un punto già segnato da tragedie. Dove troppe vite sono state spezzate nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto ascoltare e intervenire”.

Gaetano era un ragazzo pieno di energia e speranze, appassionato di calcio e molto legato alla sua comunità. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo in città e un nuovo doloroso segno sulla già lunga lista di giovani vite spezzate sulla tristemente nota statale 106.