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Rivoluzione IFAB: dal 2 marzo arriva il cartellino blu

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Sotto la guida del capo degli arbitri Fifa, Pierluigi Collina, l’International Board si riunirà il 2 marzo a Glasgow, Scozia, per il 138° meeting della sua storia. L’agenda ufficiale è stata annunciata ieri. Senza dubbio, il tema più interessante riguarderà l’espulsione temporanea. Benché si tratti ancora di una sperimentazione, dopo i test nei tornei dilettantistici inglesi è giunto il momento di provare questa novità in campionati di livello superiore, qualora richiesto. Il nuovo cartellino blu potrebbe essere mostrato per falli tattici e proteste eccessive, con l’espulso che dovrebbe rimanere fuori campo per un massimo di dieci minuti.

Inoltre, come nel rugby, si sta valutando la possibilità che sia solo il capitano a comunicare con l’arbitro (forse solo in certe situazioni). I test con le body-cam sulla divisa degli arbitri continueranno, allo scopo di documentare proteste, insulti e comportamenti scorretti durante la partita, sia da parte dei giocatori che dello staff tecnico. Attualmente, i portieri trattengono il pallone per un tempo molto superiore ai sei secondi consentiti dal regolamento, una pratica accettata in tutto il mondo ma diventata eccessiva. Si prevede quindi di porre dei limiti più rigidi.

L’International Board stabilirà i nuovi tempi per le rimesse laterali e varierà anche i tempi persi per infortuni, che spesso sono diventati uno strumento tattico (seppur vietato).

Naturalmente, la VAR rimane al centro di sperimentazioni, studi e sviluppi. È inoltre in discussione l’idea di rendere ufficiale l’annuncio pubblico delle decisioni video da parte dell’arbitro. In corso sono anche i lavori per accelerare i tempi di risposta del fuorigioco semi-automatico.

Tuttavia, l’obiettivo finale è ancora più ambizioso: Collina e Infantino puntano ad arrivare al Mondiale 2026 con un fuorigioco totalmente automatico che comunichi direttamente con l’arbitro per velocizzare il gioco. L’Ifab chiarirà la regola riguardante il fallo di mano in area di rigore (articolo 12); la posizione del pallone sul dischetto e l’invasione dell’area sempre in situazioni di rigore (articolo 14). Continueranno inoltre gli studi sul fuorigioco inteso come filosofia: si sta valutando la possibilità che un attaccante sia considerato in gioco se almeno una parte del suo corpo, che può essere usata per segnare, è in posizione regolare. Ma per un cambio di regola è ancora troppo presto per dirlo.